25 Aprile e referendum sull’informazine

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Una giornata veramente speciale.

E soprattutto non esclusiva, ma inclusiva. Mi sento veramente il continuatore e portabandiera dei nostri nonni, di chi ha sempre festeggiato in piazza il 25 Aprile della Liberazione. Personalmente, alle ore 11, mi sono staccato dagli impegni della piazzetta Delle Erbe di Novara e sono stato al “Broletto” per la commemorazione ufficiale con le autorità cittadine. Io sono stato anche là, volevo esserci, e so che molti che erano là sono poi venuti da noi a firmare.

Due considerazioni inframezzate da un doveroso ringraziamento:

1.Il sindaco ha detto che le esigenze e i bisogni sono cambiati: sono cambiate anche le libertà per cui dobbiamo lottare; mi sono detto: sentiamole, queste libertà negate; eccovele: sono la libertà di uscire alla sera senza essere aggredito e la lbertà di arrivare tranquillamente alla fine del mese. Siamo un po’ scesi di livello, come valori. Bastano qualche poliziotto in più e una politica economica meno oligopolista della nostra. Nel frattempo apprendo che la banda non è stata libera di suonare, a grande richiesta, l’inno della Valsesia e il canto partigiano della Bella Ciao: è stato fatto sapere che le due esecuzioni sarebbero state “poco gradite”. In compenso si è suonata la più militaresca Leggenda Del Piave, che però… le mie reminiscenze storiche collocano tre le vicende della prima guerra mondiale e che quindi poco ha a che fare con il movimento della Liberazione.

2. Faccio i complimenti a tutti coloro si sono dati così da fare per organizzare questa giornata. I ragazzi del Meetup di Novara, con cui sono felice di collaborare sono davvero in gamba: efficaci ed efficienti. Dalle pastoie burocratiche alla mera logistica. Dalla richiesta di autorizzazione per piazzare i tavoli fino a fare in modo che quei pesantissimi tavoli fossero fisicamente in piazza delle Erbe alle 8:00 di Venerdì mattina. Faccio i complimenti a tutti coloro che si sono adoperati nelle trascrizioni: un lavoro paziente e che richiedeva la massima precisione. Abbiamo raccolto quasi 3000 firme. Io durante la giornata mi sono dedicato esclusivamente a parlare con la gente. Ho fatto questo. Voglio dare atto che non sarei riuscito a fare da solo tutto quello che ho fatto con i Grilloidi. Sono contento di conoscerli e di organizzare questo tipo di eventi con loro.

3. Grazie al mio interloquio con la folla del lungo weekend passato posso fare quest’ultima considerazione: ho visto moltissimi cittadini, la maggior parte di coloro che hanno poi firmato, arrivare in piazza e dirigersi direttamente al banchetto con il documento in mano. Dell’insieme di quelli invece che sarebbero passati via diritti, ma con cui sono riuscito ad “attaccar bottone”, alcuni erano al corrente dei temi e li ho convinti a firmare, altri non erano a conoscenza dei temi ma avevano voglia di ascoltarmi e sono venuti a firmare. Stop. Credo di avere convinto solo il 25 percento delle persone che ho “intercettato”. Dei tre quarti di persone che poi hanno proseguito senza firmare alcuni dicevano di non essere d’accordo, sostenendo una discussione civile (alcuni si dichiaravano fascisti, altri partigiani), ma la maggioranza diceva: “non mi interessa”. Ecco secondo me la cosa peggiore è quando uno dice che una cosa “non interessa”: questa è la base della vera ignoranza. Non voglio assolutamente generalizzare, molti hanno dimostrato vivissimo interessamento, ma sapete quale categoria è più rappresentativa di questo “disinteressamento”? Quella dei giovani, di quasi tutti i ventenni e d’intorni che sono passati di lì il 25 Aprile e che hano “tirato dritto”.

Che altro dire?

 

 

25 Aprile e referendum sull’informazineultima modifica: 2008-04-29T23:19:50+02:00da maxfabbri
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2 pensieri su “25 Aprile e referendum sull’informazine

  1. Sono un ventenne, ma non mi sento un alieno. Il disinteressamento dei ventenni credo che sia solo una farsa, in realtà sanno benissimo cosa votare quando vanno nella cabina per mettere una X. Votano cosa gli suggerisce la tv… votano in base alla paure che la tv gli trasmette.
    I nuovi valori? Essere liberi di uscire alla sera senza essere aggredito? Complimenti!
    Eh, già, gli extracomunitari sono tutti brutti e cattivi… o forse, si comportano come si comportano la maggior parte degli italiani? Ovvero fregandosene delle leggi! Basti vedere quanti pregiudicati sono stati eletti in Parlamento per capire da che pulpito viene la predica. Siamo considerati un popolo di furbi e fannulloni, gli stranieri ci sguazzano in un Paese dove le regole non vengono rispettate da nessuno. Vivo nei pressi di corso Milano e ricordo che fino a qualche anno fa, all’inizio del corso, era pieno di ITALIANI che parcheggiavano in doppia fila. Ora guarda un pò vedo sempre più stranieri che parcheggiano così… sarà un caso?
    Così anche chi ci comanda ci manipola e ci impaurisce a piacimento. E’ vero, è pericoloso uscire di sera, ma forse basterebbe APPLICARE LE LEGGI! Ma forse a qualcuno fa comodo così. Eravamo nel far west prima e lo siamo tuttora. Tutto qua.

    p.s. a proposito di manipolazioni. Avete notato di come prima delle elezioni Napoli sembrava in piena emergenza rifiuti. E ora? Tutto risolto? Non ne parla più nessuno. Un pò come l’influenza aviaria, i cani che sbranavano i bambini, i blocchi di ghiaccio che cadevano dal cielo…

  2. Io ho da dire.
    E’ solo che sono ancora scioccato che ci sia questa paura per una canzone.
    E allora se intonassi: “Fischia il vento, urla la bufera,…”

    Ragazzi, c’è da prepararsi a 5 anni difficili.
    E se vogliamo essere i continuatori dei nostri nonni apriamo una bella “CicloOfficina”, ma solo e unicamente per nascondere gli extra-comunitari (al tempo chiamati “ebrei”) dalle ronde (al tempo chiamate “squadre”).

    Anche a quel tempo i giovani “disinteressati” si fecero guidare da un leader pelato (attenzione all’attuale: non sono capelli suoi!!!), perchè prometteva benessere per tutti (“arrivare alla fine del mese”).

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