Precipitosi o riflessivi?

Riprendo con convinzione la scrittura di nuovi articoli su questo mio blog, ma non parlo, per una volta, di questioni prettamente locali, colgo invece l’occasione per fare alcune considerazioni sull’uso di internet per “fare comunicazione”. Lo faccio prendendo a prestito alcune parole di un articolo appena letto su l’Espresso dell’ 11 Agosto 2011.

L’articolo parte dall’errore grossolano commesso da tutte le redazioni del mondo quando, subito dopo gli attentati di Oslo, è stata impropriamente attribuita la responsabilità degli stessi ai fondamentalisti islamici. La causa è stata la troppa fretta di pubblicare a scapito della scrupolosità e della correttezza dell’informazione.

Internet consente facilmente di scatenare la collera. Non si ha mai di fronte la persona che si sta attaccando, non si vede la sofferenza sul suo volto quando la si ferisce. Prendiamo il caso degli articoli controversi: sono pieni di rivelazioni sconvolgenti, di supposizioni che dovremmo tenere normalmente riposte negli anfratti della nostra mente.

Breivik (l’autore vero del massacro, n.d.r.) non avrebbe potuto operare senza internet. Il suo risentimento […] era nutrito ed esaltato da blogger che fomentavano l’odio […]. I blogger e gli ospiti di dibattiti radiofonici tendono entrambi alle analisi improvvise, a scrivere o parlare prima di pensare. 

Molti giornalisti […] che hanno risposto immediatamente alle notizie del massacro in Norvegia stavano lavorando troppo e male. Non hanno dato prova di indolenza, ma di pigrizia mentale. Se soltanto fossero stati più lenti e riflessivi […] sarebbero stati molto più precisi.

Buona birra a tutti

Max

 

 

 

Precipitosi o riflessivi?ultima modifica: 2011-08-12T15:07:00+02:00da maxfabbri
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