Canaletto a Orta: 7 Euro, 4 quadri, una ladrata

Per il titolo di questo post prendo a prestito le parole scritte da mia figlia nel libro delle firme posto su un tavolino alla fine di una mostra che è stata, come è facile intuire, parecchio deludente. 7, sette, Euro a testa! Gli studenti 5. Accidenti, in quattro abbiamo speso 24 Euro! Ma allora per farti entrare al Louvre o alla National Gallery di Londra (in cui si entra gratis!!!) dove i “Canaletto” che si rispettano sono esposti con il massimo riguardo, quanto dovrebbero chiedere?

canaletto, orta, mostra, cultura, arte, D’accordo, per la cultura questo ed altro, non siamo venali: parliamo della mostra.

Pochi quadri, solo alcuni veramente interessanti, alcuni disegni, diverse (troppe) “croste”: vedute di serie B, se non peggio. Del Canaletto solo due tele, nessuna delle due con l’acqua come soggetto, motivo per cui è famoso. Del vedutista in questione si possono osservare in verità diversi schizzi e disegni, più utili però più ad uno studioso che ad un visitatore interessato ad emozionarsi con i suoi fantastici giochi di luce e di colori.

Ma c’è di più, come se già non bastasse, perché i quadri sono pure pessimamente illuminati: mettendosi di fronte si ricevono fastidiosissimi riflessi e per rimirarli senza fastidi occorre sistemarsi in posizione completamente disassata. Le tele, inoltre, sono mal posizionate: davvero troppo in alto e pure male ambientate, in sale dove i mobili antichi sono piazzati alla bell’e meglio più per sbarrare l’accesso alle altre sale che per arredare piacevolmente i vari ambienti.

Una delle solite cose all’italiana, insomma, “la cultura de noantri”: una mostra pubblicizzata in lungo e in largo dove probabilmente si è investito più in pubblicità che per allestire la mostra stessa, un percorso culturale  pensato più per fare cassa che non per “fare” cultura. Vogliamo dirla ancora con i romani? Una “sòla”.

 Dammi retta, se ami la cultura non fare come me e la mia famiglia: non ci andare!

 

Canaletto a Orta: 7 Euro, 4 quadri, una ladrataultima modifica: 2011-08-20T15:49:00+02:00da maxfabbri
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7 pensieri su “Canaletto a Orta: 7 Euro, 4 quadri, una ladrata

  1. Ho letto con attenzione la critica alla mostra di Canaletto e non sono per nulla d’accordo.
    Con rispetto per le opinioni altrui, mi sembra un facile affrettato commento all’italiana fatto più per distruggere che costruire.
    Ho visto la mostra e, seppur vi siano certamente aspetti criticabili, mi sembra un’ottima iniziativa per una paesino come Orta.
    Difendo questa iniziativa perché mi occupo di cultura e mi sono ben informata su come è stata organizzata.
    Innanzi tutto definire delle croste alcune delle opere esposte è assolutamente privo di ogni ragionevole fondamento, semmai alcune possono essere meno interessanti ma comunque certamente di qualità.
    Sul fatto che vi siano pochi Canaletto posso essere d’accordo ma bisogna tenere in considerazione che, a parte le due opere ad olio comunque molto interessanti, i sette disegni e le cinque incisioni sono davvero piccoli capolavori.
    Veniamo al biglietto.
    Certo sette euro può apparire molto ma, mi sono appunto informata, la mostra è ospitata in un Palazzo Privato che ovviamente rappresenta un grosso costo, il personale è gestito direttamente dall’associazione e non sono volontari o dipendenti dello Stato e la mostra dura ben 5/6 mesi.
    Entrare gratuitamente alla National Gallery è una politica, intelligente, adottata dal Governo inglese, ciò in Italia non accade, ma, faccia ben attenzione, se all’interno di questi meravigliosi musei viene organizzata una mostra temporanea extra il biglietto raggiunge i 15/16 pound pari a 18/19 euro.
    Per quanto riguarda l’illuminazione anche qui, secondo il mio umile pensiero, siamo fuori strada.
    Le opere sono davvero valorizzate attraverso questa illuminazione, sembrano uscire dalla tela, i colori sono nitidissimi.
    Se per vederle così talvolta c’é da spostarsi leggermente non vedo quale sia il problema: onestamente, quante volte le è capitato di vedere importantissime mostre davvero mal illuminate.
    Per finire le consiglio di leggere un articolo sul Sole 24ore di tre mesi fa circa che riguardava la mostra di Canaletto a Washington: una grande mostra con 50 opere di cui 20 di Canaletto costata circa 5 milioni di dollari!
    Credo, tutto sommato, che pagare lo stesso costo di un aperitivo così così in Piazza Martiri a Novara per vedere una mostra a Orta e sostenere comunque un evento culturale, secondo me di tutto rispetto e certamente non costato milioni di euro alla comunità, ne valga comunque la pena.
    Criticare è giusto e fa crescere ma bisogna sempre considerare un po’ tutti gli aspetti; forse un buon consiglio sarebbe stato indicare un titolo diverso: I vedutisti veneziani e Canaletto.
    Grazie.

    Adele Antonini

  2. Giusto due righe a commento dell’articolo e della mostra.

    Posto che sicuramente i costi da sostenere abbiano reso necessario un costo del biglietto, non dico spropositato, ma che sicuramente (insieme al titolo della mostra) faceva presagire una raccolta di opere più sostanziosa, e posto che anche un solo Canaletto val ben più di un aperitivo, mi permetto di allegare il link delle opere esposte alla National Gallery di Londra (visitata recentemente) per le quali, come già scritto nell’articolo, confermo di non aver speso un solo pound.

    E’ vero che non è politica italiana regalare cultura … ma forse se si avesse la possibilità (le mie bambine – 9 e 10 anni – sono rimaste affascinate ed entusiaste della National Gallery) di conoscere e apprezzare più spesso un po’ di cultura gratis, forse poi saremmo più felici e meglio disposti a spendere 15-19 pound per vedere ogni tanto una singola mostra particolare.

    Considerato il titolo della mostra e la pubblicità a tappeto che ne è stata fatta, direi che quanto meno mi sarei aspettata un po’ più di onestà intellettuale …

    http://www.nationalgallery.org.uk/artists/*/Module%5B494%5D%5BchooseGroup%5D/Ca-Ch/

  3. Questo tipo di discussione è molto stimolante e, contrariamente a quello che è stato scritto, anche costruttivo. Posso avere esagerato a definire “croste” un paio di tele o tre (una mi pare fosse anonima) dai colori piatti, privi di profondità e senza un minimo di prospettiva cromatica, posso anche accettare di dovermi spostare per osservare un dipinto senza essere accecato dai riflessi, posso anche sopportare di pagare Sette Euro perché la mostra deve protrarsi per mesi in un palazzo esclusivo. Ma il dato di fatto resta: i quadri dell’amato Canaletto erano solo due. DUE! E, ripeto, nemmeno uno che mi raffigurasse una veduta di Venezia e della sua splendida laguna. Sono felice di concordare con lei, Adele, che, in effetti, la mostra avrebbe dovuto onestamente e più correttamente intitolarsi “I vedutisti e Canaletto” e non il contrario. Perché le parole sono importanti.

  4. Caro Max,
    Ho visto la mostra e posso concordare sul titolo e non sul resto delle cose che hai scritto.
    Ma le opinioni sono opinioni e si rispettano.
    L’unica cosa, secondo il mio parere, che sbagli profondamente, se mi permetti, è giudicarla una ladrata.
    Conosco personalmente le persone che hanno organizzato e lavorano per questo progetto di Orta: sono assolutamente tutte persone davvero oneste che credono in quello che fanno e spesso, forse sempre, ci rimettono di persona.
    Non attaccare in questo modo giudicando una ladrata una cosa onesta, dai giustamente il tuo consiglio… può essere importante e costruttivo e può aiutare a crescere e migliorare.
    Siamo troppo abituati in Italia, appena qualche cosa non va o può essere migliorata, a giudicarla una truffa o una furbata… non è per fortuna sempre così.
    Chi lavora per questo progetto in Orta sta davvero cercando di fare qualche cosa di buono e importante per il territorio, se davvero pensi abbiano sbagliato è giusto segnalarglielo ma senza tentare di diffamarli. Ribadisco: secondo me rimane un ottimo lavoro… certamente migliorabile…
    Un saluto

  5. Sono stata ad Orta ad un matrimonio e ho voluto appositamente visitare la mostra dopo i commenti letti.
    A parte aver trovato un bookshop finalmente degno di uno spazio espositivo, a parte aver trovato una ragazza davvero preparata e cortese alla biglietteria, a parte aver visto (non comprato) un catalogo ben fatto, posso dire con sincerità una cosa?
    Se in questa mostra hai visto una sola “crosta” rivedi la tua preparazione in storia dell’arte… In generale.
    È un semplice consiglio, non un insulto!
    Cari saluti

  6. Sono felicissimo di scoprire che c’è ancora qualcuno che ha passione e voglia di discutere animatamente anche se non si parla di calcio o di politica. Queste, ripeto, sono discussioni costruttive.

    Prima di rispondere alle vostre ultime osservazioni voglio raccontarvi che ho due figli adolescenti e che ormai è veramente difficile trascinarseli dietro quando si organizza qualcosa. Per farlo avevo promesso loro niente di più di quello che è stato pubblicizzato, assicurando loro che avrebbero provato tantissime emozioni, che è per questa ragione che un artista diventa famoso: perché di fronte alle sue opere si resta incantati e si provano delle sensazioni concrete e che solo con una visione diretta tutto questo si può percepire.

    Ebbene alla fine della mostra io, l’ho scritto all’inizio, ho sentito proprio dalla voce di mia figlia le parole che ho riportato nel titolo di questo articolo: ho percepito in lei la delusione e io mi sono sentito a disagio. Perché ripeto, e rispondo alle ultime osservazioni, posso avere esagerato a definire “croste” alcuni quadri della mostra, ma non occorre una preparazione in storia dell’arte per sentire dentro di sé pulsare un’emozione.

    In più, e torno a ripetermi, io posso apprezzare tutti gli sforzi per organizzare un bookshop che si rispetti, la cortesia del personale che io stesso ho saputo apprezzare, so benissimo che gli organizzatori sono persone oneste e che “ladrata” è una parola certamente caustica e, me ne scuso, offensiva, però io, per mostrare i veri Canaletto ai miei ragazzi, dovrò purtroppo andare altrove.

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