Wind, tu quoque

 Dopo pochi mesi dall’unione/acquisizione di Wind da parte dei russi di Vimpelcom, a seguito di un progetto di riorganizzazione, l’ex azienda di telecomunicazioni italiana, nata da una costola di Enel, prevede l’esternalizzazione della gestione della propria rete e quindi la cessione di un numero di lavoratori che, si prevede, va da circa 600 a più di 1500.

 wind,esternalizzazione,dipendenti,huawey,telecomunicazioniGli acquirenti probabili erano: Alcatel, Ericson, Nokia-Siemens e Huawei, ma è quest’ultima che, sembra ormai probabile, si aggiudicherà l’acquisto. D’altro canto Huawei, oltre a vantare sostegni economici importanti, già condivide con Wind una palazzina direzionale a Milano Lorenteggio dove già lavorano dipendenti cinesi .

 Ma quale contratto saranno obbligati a sottoscrivere i lavoratori che saranno così esternalizzati? La certezza è che la finanziaria contiene l’art. 8 che consente di ottenere deroghe rispetto ai contratti nazionali collettivi; in più sappiamo quasi per certo che il personale cinese che già lavora a Milano Lorenteggio ha un inquadramento contrattuale che non è noto a nessuno.

Oltre al danno per i lavoratori che rischiano in futuro il posto di lavoro, il timore è che si avrebbe una multinazionale che opera in regime di concorrenza sleale sul territorio italiano dato che potrà applicare contratti più vantaggiosi di quelli che, fortunatamente, altre aziende nazionali sono obbligate a sottoscrivere.

 wind,esternalizzazione,dipendenti,huawey,telecomunicazioniIn più c’è la certezza che un’altra cospicua parte di un’infrastruttura strategica per una nazione, come la rete di telecomunicazioni, vada a finire sotto il diretto controllo di un soggetto straniero; addirittura un soggetto extra europeo. E questo proprio mentre la “moda” dell’outsourcing sta tramontando in favore di una riscoperta generale del vantaggio di mantenere all’interno delle aziende tutte quelle attività fondamentali per il loro funzionamento.

(nell’immagine a lato i lavoratori del call center di Wind che protestavano contro l’esternalizzazione avvenuta due anni fa)


 

Wind, tu quoqueultima modifica: 2011-10-21T15:35:00+02:00da maxfabbri
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Un pensiero su “Wind, tu quoque

  1. Argentina docet …….. un bel c…… Non abbiamo imparato nulla, questi manager da quattro soldi per aumentarne il fatturato ed intascare i dividendi svendono le aziende. Il governo italiano, connivente, permette che pezzi strategici del proprio patrimonio vengano svenduti. Questa deriva è iniziata decenni fa con lo smenbramento delle grandi realtà industriali e del tessuto produttivo in nome del business, del guadagno e del privato è meglio, adesso ne paghiamo il prezzo (ovviamente non chi ci ha fatto i soldi).

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